FAQ

1. Cosa sono le Cure Palliative domiciliari?
Le cure Palliative domiciliari sono cure che vengono effettuate a casa della persona malata da parte di medici, infermieri, ed eventuali altre figure sanitarie (psicologo, fisioterapista, OSS) o non sanitarie; l'obiettivo primario è quello di controllare i sintomi sia fisici che psichici man mano che questi si presentano.
2. Quando si possono attivare le Cure Palliative?
Quando le terapie attive (chirurgiche, chemioterapiche e radioterapiche) non sono più efficace, cioè quando si dice "non c'è più niente da fare". Invece è in quel momento che per la persona malata c'è ancora tanto da fare.
3. Che cosa vuol dire "c'è ancora tanto da fare" se si sa che non c'è possibilità non solo di guarigione, ma neanche di miglioramento?
Vuol dire che bisogna "prendersi cura di quella persona in modo totale controllando i sintomi, aiutandolo nelle pratiche
burocratiche, valutando attentamente i suoi bisogni siano essi fisici o psicologici o etici o spirituali o sociali, standogli vicino nei momenti di sofferenza.
4. Quale impegno è richiesto alla famiglia?
Alla famiglia spetta il compito di monitorare la persona malata e allertare subito il personale delle Cure Palliative (reperibile giorno e notte), nel momento in cui si presentano dei problemi o un cambiamento delle condizioni.
Inoltre, si insegna al familiare o a chi li accudisce a svolgere delle semplici mansioni come togliere una flebo, svuotare la sacca del catetere, fare una semplice medicazione, ecc.
5. Ma chi decide che una persona ha bisogno di Cure Palliative?
O il medico di famiglia o l'oncologo o se il paziente è ricoverato il medico del reparto.
6. Solo chi è affetto da tumore può essere seguito dalle Cure Palliative?
No, ad esempio anche i pazienti affetti da malattie neurologiche progressive o pazienti gravemente cardiopatici o i "grandi vecchi" ossia pazienti in età avanzata affetti da molte patologie invalidanti.
7. Ma è vero che le cure palliative servono solo per sedare la persona malata quando sta per morire?
No, assolutamente. Le cure palliative devono essere attivate prima, non quando il paziente è terminale, infatti per garantirgli la miglior qualità di vita e dargli dignità nella morte è necessario fare un percorso, un cammino insieme.
8. Ma allora le cure palliative non controllano soltanto il dolore?
No, il personale dedicato è in grado di intervenire su qualsiasi sintomo: dal dolore, alla nausea, al vomito, alla fatica a respirare, il singhiozzo, la diarrea, ecc
9. Ma è vero che usate anche la morfina?
Sì, non bisogna aver paura della morfina o degli altri oppiacei, basta saperli usare nel modo giusto. Certamente nel lungo periodo, creano meno problemi degli antinfiammatori che si usano abitualmente.
10. Quando è necessario sedare un paziente?
Quando i sintomi sono talmente severi che non possono essere controllati neppure da alte dosi dei farmaci abitualmente usati.
11. Ma la sedazione abbrevia la vita?
No, semplicemente allevia il paziente facendolo dormire.

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